Undiciemezzo

O giorni di fiaba inattesa,

tremuli frementi e farfallini,

qual buon Vento vi conduce

qui? In questo paese di vermi e martiri,

di ferite salate,

di isterici veglioni e maghe

dagli occhi fioriti.
Vedete, o Fate,

come sgorgano impellenti

le lacrime carminie di vittime borghesi,

e urlano le belve di satana altrui,

di cristi orientali,

e nel ventre d’Africa sciamano

gli infedeli brucando morte?

Dove passa il naso di Pinocchio?

Attraversa forse lo Stige impalando tutti noi sulla soglia del mondo?

 zdzislawbeksinski2

Commento infelice: e quando la scrissi (questa bruttura sonnolenta) non immaginavo che il mondo finisse per sanguinare davvero, da ferite anno mille, in un paradosso temporale di corsi e ricorsi – che ridere – e ci ritrovassimo coi nuovi crociati, a proiettare bandiere sui monumenti per sentirci meno soli e meno stupidi di quello che siamo davvero. Una banda di orrori scimmieschi, di aborti anacronistici, a sfigurare un prodotto prematuro, ancora non pronto all’uso.

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